Francia. Il 18 gennaio 1919, all’indomani della fine della prima guerra mondiale, si aprono a Versailles i lavori della conferenza di pace. Le potenze vincitrici, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia, si assumono il compito di ridisegnare i confini dell’Europa. I Paesi sconfitti, Germania, Austria-Ungheria, Turchia e Bulgaria, non sono invitati alla discussione. Pur vincitrice, manca al tavolo delle trattative anche l’Unione sovietica, non riconosciuta come Stato legittimo dopo la rivoluzione socialista. Il programma dei lavori viene stilato dal presidente statunitense Thomas Woodrow Wilson nei cosiddetti 14 punti.

Wilson promuove la creazione della Società delle Nazioni, un organismo diplomatico che tuteli la sicurezza e il diritto internazionale di tutti i popoli. Un punto molto importante del programma di Wilson riguarda l’autodeterminazione dei popoli: si vuole promuovere il diritto democratico dei popoli di scegliere la propria forma di governo. Si intende cioè combattere l’imperialismo e difendere le autonomie nazionali. A Versailles, inoltre, alcuni Paesi premono per difendere i propri interessi.

La Francia vuole essere risarcita poiché gran parte del conflitto è stata combattuta sui suoi territori. Infine si vuole creare una cortina al confine con l’Unione Sovietica per evitare che la Rivoluzione dilaghi in Europa. A Versailles l’Europa viene ridisegnata: dove prima c’era l’impero austro-ungarico sorgono Ungheria, Austria, Cecoslovacchia e Jugoslavia. Al nord sorgono i 4 stati cuscinetto ad arginare l’Unione sovietica: Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania. Se gli imperi britannico e francese escono rinforzati da Versailles, l’Italia invece abbandona la conferenza non riuscendo ad ottenere né la Dalmazia né la città di Fiume.

Ma è in particolare la Germania a pagare il prezzo più alto. E’ costretta a cedere l’Alsazia-Lorena alla Francia e i territori della regione di Danzica alla Polonia. Deve ridurre drasticamente il proprio esercito. E infine risarcire economicamente la Francia e gli altri Paesi dei danni subiti. Il cosiddetto diktat di Versailles metterà in ginocchio l’economia tedesca negli anni seguenti. Il trattato di Versailles suscita numerose polemiche tra gli osservatori.
In particolare viene criticata la mano pesante usata nei confronti della Germania.

Si teme che la condizione di sottomissione cui la Germania è stata relegata possa essere la causa di nuove instabilità nel futuro.

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