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surrealismo
surrealismo Movimento di avanguardia nato in Francia nei primi anni Venti del 20° secolo. la poetica Negli anni drammatici seguiti alla conclusione della Prima guerra mondiale, il s. si propose come un vero e proprio progetto di liberazione, tanto sul piano creativo che su quello sociale, destinato a rinnovare il rapporto tra mondo e individuo su una base drasticamente opposta alla prospettiva razionale e positivista borghese. Lo strumento assunto dal s. per realizzare questo programma fu la teoria freudiana dell'inconscio, sulla quale si basava il concetto di automatismo (una "dettatura" del pensiero realizzata in assenza di ogni controllo razionale al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale). Nato ufficialmente nel 1924 con il manifesto redatto dal poeta francese A. Breton, il s. rappresentò un movimento di protesta nei confronti di una società fintamente ricca di valori spirituali e poi capace di produrre eventi disumani; rispetto al dadaismo, del quale fece proprio lo spirito critico e ribelle, i surrealisti credettero però nella possibilità di un futuro migliore e misero la loro arte a disposizione del cambiamento. diffusione del movimento Il s. ebbe vasta diffusione internazionale nel periodo tra le due guerre mondiali ed estese la sua influenza in svariati settori, dal campo letterario a quello artistico, al teatro, al cinema. In campo pittorico, per es., i principali esponenti surrealisti ebbero personalità molto diverse le une dalle altre, e ciascuno di essi interpretò in modo originale le idee-base del movimento: dagli esseri mostruosi di M. Ernst ai mondi extraterrestri di Y. Tanguy, dai disegni volutamente infantili e onirici di J. Miró alle forme armoniose e sognanti di P. Delvaux, dalle immagini magiche di R. Magritte ai quadri barocchi di S. Dalí. surrealismo e cinema Le grandi potenzialità messe a disposizione dalle idee surrealiste vennero sperimentate anche nel cinema. Nel 1929 apparve il film Un chien andalou del regista spagnolo L. Buñuel, con la collaborazione di S. Dalí, caratterizzato da una sequenza di immagini assurde senza ordine logico, seguito da L'âge d'or (1930). Ma anche i film di Man-Ray Emak Bakia (1926) e L'étoile de mer (1928) sono ascrivibili alla poetica surrealista. Nel corso della storia del cinema - anche commerciale e di consumo - non è difficile riscontrare altri elementi che rimandano all'estetica surrealista; l'esempio più famoso è il thriller Io ti salverò (1945) di A. Hitchcock, dove si affronta il tema della psicoanalisi, con la significativa rappresentazione scenica e visiva del sogno, realizzata nuovamente in collaborazione con Dalí.