Skopas è uno dei più celebri artisti della Grecia antica. Attivo nel IV secolo a.C., è noto per l’intensità espressiva delle sue opere.
Nasce intorno al 400 a. C. a Paros, isola delle Cicladi, Lavora in Grecia, ma soprattutto in Asia Minore.
Non è facile ricostruire la cronologia delle sue opere, realizzate prevalentemente in marmo. Molte sono andate perdute, ma sono note attraverso copie di età antica, che permettono di apprezzarne lo stile.
Skopas è definito dalle fonti letterarie maestro del pathos: è infatti tra i primi scultori antichi a esprimere le passioni e gli stati d’animo più intensi.
Molte delle sue figure hanno i tratti del volto duramente incisi, le occhiaie scavate e le labbra socchiuse.

Nella prima fase della sua attività, Skopas lavora come scultore e architetto presso il Tempio di Atena Alea a Tegea, in Arcadia. I due frontoni del tempio sono decorati con temi mitologici. Di queste opere restano alcune teste di guerrieri e un torso, pochi frammenti originali che testimoniano lo stile carico di tensione tipico di questo scultore.
Già celebre intorno alla metà del IV secolo a.C., Skopas è chiamato a decorare il monumentale Mausoleo di Alicarnasso, considerato una delle sette meraviglie del mondo antico: qui lavorano gli artisti più importanti dell’epoca. Per il Mausoleo, Skopas realizza fregi con scene di combattimento tra Greci e Amazzoni, immagini che si distinguono per forza drammatica e concitazione.

Queste caratteristiche si ritrovano nella Menade danzante. La menade, seguace di Dioniso, dio dell’ebbrezza, è raffigurata durante una danza impetuosa. La torsione del corpo, le vesti scomposte e i capelli scompigliati comunicano un movimento tumultuoso. Il viso rivolto verso l’alto esprime l’estasi che la menade raggiunge durante il rito dionisiaco.
Per conferire ulteriore efficacia alle sue figure, Skopas non rifinisce il marmo. La superficie ruvida delle sue sculture crea effetti di luce e ombra che ne esaltano la carica espressiva.
Tra le opere realizzate da Skopas si ricordano infine tre statue collocate nel Tempio di Afrodite a Megara, tre figure che rappresentano tre diversi aspetti dell’amore. Di queste, resta una copia del Pothos, un giovane dalle forme delicate e sinuose.
Non si conoscono notizie certe sulla morte di Skopas, avvenuta probabilmente dopo il 330 a.C. Il suo stile espressivo, che non trova eguali tra i suoi contemporanei, apre la via ai futuri sviluppi dell’arte greca e romana.

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