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scisma
scisma Nelle Chiese cristiane (e per analogia in altre religioni), separazione volontaria di un gruppo di fedeli dalla comunità ecclesiale di appartenenza per motivi in prevalenza disciplinari (mentre il dissidio di carattere dottrinale si dice più propr. eresia). La parola s. è usata nel Nuovo Testamento da Paolo nel significato di "rottura, divisione" in senso sia materiale sia morale. Agostino distingue nettamente, in un primo tempo, fra eresia e s., dicendo che la prima viola la fede affermando di Dio cose false, mentre il secondo allontana dalla carità fraterna; in seguito però asserisce che ogni dissenso nella Chiesa, anche se di origine disciplinare, ha già dall'inizio anche un aspetto dottrinale, o comunque finisce per assumerlo. scisma d'oriente Nella storia del cristianesimo gli s. sono stati numerosi. Più grave di ogni altro, per le conseguenze, fu lo s. d'Oriente o greco, cioè la separazione verificatasi fra la Chiesa romana di lingua e rito latino e il Patriarcato di Costantinopoli, con tutte le diocesi a esso sottoposte o collegate, dopo il 1054, per contrasti fra il papa Leone IX e il patriarca di Costantinopoli, Michele Cerulario. La successiva evoluzione dogmatica e liturgica della Chiesa occidentale e di quella orientale ortodossa ha accentuato la divisione, che solo in tempi recenti si è andata attenuando: la reciproca scomunica è stata revocata nel 1965 da papa Paolo VI e dal patriarca ortodosso Atenagora I (1886-1972). scisma d'occidente Detto anche 'grande s.', lo s. d'Occidente durò dal 1348 al 1417, e preluse alla divisione che si sarebbe verificata un secolo dopo con la Riforma protestante. Generato dal contrasto tra l'indirizzo politico religioso del papato e l'esigenza di riforma morale, lo s. ebbe origine dall'elezione di due pontefici: Urbano VI e Clemente VII. Il primo stabilì la sede pontificia a Roma, il secondo ad Avignone. La divisione del mondo cattolico si protrasse anche dopo la morte di entrambi i papi (con la conseguente nomina dei loro successori) e fu complicata dall'elezione di un terzo papa da parte del Concilio di Pisa (1409). Solo con il Concilio di Costanza (1414-18) si riuscì a superare lo s. e a riportare la Chiesa sotto la direzione di un unico pontefice, Martino V (eletto nel 1417). In quella sede venne altresì affermata la superiorità del Concilio stesso sul papa in materia di fede e riforma della Chiesa; tuttavia l'alternativa fra autorità del papa e autorità conciliare rimane un problema discusso e aperto fino ai giorni nostri.