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Romanticismo
romanticismo Movimento letterario, artistico e culturale, sorto in Germania e in Inghilterra negli ultimi anni del Settecento e quindi diffusosi in tutta l'Europa nel corso del 19° secolo. un fenomeno complesso Il termine romantic, derivato da romance, apparve dapprima in Inghilterra alla metà del 17° sec. con il significato di "cosa da poesia di romance", cioè "romanzesco", non reale. Esso ebbe però anche il significato di "pittoresco": quest'ultimo man mano prevalse e finì con il designare nel Settecento non solo la caratteristica oggettiva della scena naturale, ma lo stato d'animo che essa suscita. Risulta peraltro impossibile fissare la sostanza del r. in un'unica definizione, a causa della complessità degli aspetti che esso investì, della diversità delle tradizioni nazionali in cui si venne a inserire e della molteplicità degli atteggiamenti in cui si andò evolvendo. Il r. non è un gruppo circoscritto di fenomeni riducibili a un'unica causa, né un sistema di pensiero chiuso, ma un 'modo di sentire' a cui s'intonò un vario modo di pensare, di vivere e di fare arte. Per sua stessa natura esso può soltanto essere indagato nelle sue origini e rilevato nelle sue tendenze più rappresentative; non è possibile fissare limiti cronologici del fenomeno diversi dalle date entro le quali le varie scuole fiorirono nei singoli paesi. letteratura Le basi del r. furono poste negli anni Settanta del 18° sec. in Germania dal movimento letterario dello Sturm und Drang, i cui principali esponenti furono J.C.F. Schiller e J.W. Goethe. Nel 1798 iniziò a Berlino la pubblicazione della rivista Athenäum, sulla quale scrissero i fratelli F. e A.W. Schlegel, Novalis, J.L. Tieck, mentre in numerose città tedesche sorsero circoli romantici animati da letterati quali H. Heine e F. Hölderlin. La seconda edizione delle Ballate liriche (1800) di W. Wordsworth e S.T. Coleridge segnò la nascita ufficiale del r. inglese, di cui i maggiori esponenti furono G.G. Byron, P.B. Shelley, J. Keats. In Francia il r., introdotto dalla scrittrice Madame de Staël, coinvolse personalità del calibro di F.-A.-R. Chateaubriand, Stendhal e V. Hugo. Al dibattito sul r. aperto dalla Lettera semiseria di Grisostomo (1816) di G. Berchet, seguì in Italia l'attività dei letterati della rivista milanese Il conciliatore, che sostennero l'esigenza di un'arte più vicina ai problemi concreti dell'età presente. Il r. si presentò subito con un carattere nazionale: proprio per indagare il mito dello 'spirito del popolo', creatore di una particolare forma di civiltà, nacquero la linguistica e la filologia moderne. Successivamente, se per alcuni il bisogno di concretezza legato alla coscienza storica e al sentimento nazionale apparve come una negazione della romantica trasfigurazione della vita, in altri ebbe invece il sopravvento l'esigenza di un'arte che rispecchiasse la realtà. Questo doppio aspetto fu proprio del r. di tutti i paesi e si conservò per tutto il corso del suo sviluppo, lungo il 19° sec.: sino al decadentismo da una parte e al naturalismo dall'altra. arte Parallelamente agli sviluppi letterari e filosofici, la sensibilità romantica si affermò nel campo delle arti visive con esiti diversi, ma con un comune retroterra costituito dal rifiuto dei precetti classicisti, da inclinazioni verso l'evocazione fantastica e visionaria della realtà e da una nuova concezione del rapporto tra uomo e natura. Queste idee ebbero un profondo influsso sulla pittura di paesaggio dei tedeschi C.D. Friedrich e K.F. Schinkel. Sempre in Germania, la riscoperta del passato ebbe esiti importanti nella corrente dei nazareni. In Inghilterra, le riflessioni teoriche sul pittoresco e sul sublime fecero da sfondo all'opera di J. Constable e W.J.M. Turner, mentre la matrice romantica fu fondamentale anche nel ritorno all'origine 'primitiva' auspicata dai preraffaelliti. In Francia i maggiori esponenti del r. furono J.-L.-T. Géricault e soprattutto E. Delacroix, i cui lavori furono segnati da una certa predilezione per temi drammatici ed eroici e per i soggetti storici. In Italia si formò il gruppo dei puristi, vicino alle idee dei nazareni, e vi fu maggiore interesse per la pittura di storia (F. Hayez).