Migliaia di persone scendono in piazza per protestare contro il governo. L’esercito le accoglie a fucili spianati. È l’8 settembre 1978. Siamo a Teheran: sta per esplodere la Rivoluzione iraniana. Negli anni Trenta l’Iran è tra i paesi più avanzati del Medio Oriente. A capo dello Stato c’è uno scià, cioè un imperatore di nome Reza Pahlavi. Sotto il suo regno vengono costruite industrie, ferrovie, università. L’Iran è un paese ricco di petrolio, che fa gola a molte nazioni. Nel 1941 la Gran Bretagna e gli Stati Uniti costringono Reza Pahlavi ad abdicare. Lo sostituiscono con uno dei suoi figli: Mohammad. Ma nemmeno Il nuovo scià permette alle potenze straniere di prendere il controllo delle risorse petrolifere nazionali. Tenta invece una fallimentare riforma agraria, e investe in armamenti. Così facendo riduce alla fame la popolazione. Scoppiano proteste, appoggiate dall’Occidente nel timore che lo scià finisca per dare il petrolio all’Unione Sovietica. Il regime le reprime con durezza. Il leader dei contestatori è un ayatollah, ossia un capo religioso islamico. Il suo nome è Ruhollah Khomeyni.

Nel 1963 Khomeyni organizza una congiura per uccidere lo scià. Il piano fallisce, Mohammad Pahlavi sfugge alla morte. Khomeyni viene esiliato in Francia ma continua a fomentare il popolo iraniano inviando in patria messaggi registrati su nastro. Dopo l’attentato Mohammad Pahlavi inizia a perseguitare i seguaci di Komehini. Il suo regime si fa ancora più dispotico. Migliaia di persone vengono imprigionate, torturate o uccise solo per aver espresso il proprio malcontento. Ma la protesta non si ferma; i capi religiosi incitano le masse contro lo scià. L’8 settembre 1978 la situazione precipita. Nella capitale, Teheran, l’esercito spara su una folla di manifestanti: è un massacro. In seguito all’episodio l’intera popolazione iraniana insorge. Il 16 gennaio 1979 lo scià Mohammad Pahlavi è costretto a scappare in Egitto. Dopo un esilio durato 16 anni, il 31 gennaio l’ayatollah Khomeyni rientra in Iran accolto come un eroe. Nasce la repubblica islamica dell’Iran, governata dai religiosi. Per Khomeyni viene creata appositamente la carica di capo supremo. Con l’avvento di Khomeyni la politica iraniana cambia rotta.
L’Iran diventa uno dei più fieri avversari degli Stati Uniti, e un modello per molti paesi islamici.
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