Nella seconda metà del ‘700, l’Inghilterra cambia volto. I villaggi si trasformano in città popolose, le campagne sono solcate dalla ferrovia e all’orizzonte spuntano ciminiere fumanti. Il Paese diventa l’“officina del mondo”. Nel XVIII secolo l’Inghilterra controlla un vasto impero coloniale, ed è il Paese più ricco del mondo. Il benessere è diffuso non solo fra i ceti più abbienti ma anche tra i piccoli artigiani. Inoltre l’introduzione di nuove piante provenienti dalle colonie, come patata e canna da zucchero, consente alla popolazione di nutrirsi in modo più adeguato. Nel corso del XVIII secolo gli abitanti dell’Inghilterra aumentano del 40%. Di conseguenza, cresce la necessità di cibo e vestiti. Per far fronte alla domanda, gli artigiani aumentano la produzione, servendosi di macchinari di recente invenzione.

Del 1733 è infatti il primo telaio a mano con navetta volante, che consente di risparmiare tempo e utilizzare telai più grandi. Nel 1764 è la volta della Spinning Jenny, che permette di utilizzare più fusi in una volta; e nel 1785 nasce il telaio meccanico, brevettato da Edmund Cartwright. L’applicazione della tecnologia alla produzione si estende anche alle industrie del ferro e del carbone. Abraham Darby, dal carbon fossile, ricava il coke, più efficace del carbone da legna per la fusione del ferro negli altiforni.
Negli stessi anni James Watt lavora a una macchina che produce energia meccanica tramite l’utilizzo del vapore. Nel 1814 George Stephenson applica la camera a vapore di Watt ai trasporti, e progetta la prima locomotiva. La ferrovia a sua volta facilita il commercio, e crea nuovi mercati per le merci prodotte dall’industria. Il commercio è favorito anche dal governo: da tempo, infatti, il Parlamento è in mano ai Whigs, partito vicino alla borghesia. Molte leggi che limitavano il libero scambio vengono abrogate, si concede la formazione di società per azioni e il prezzo del pane viene liberalizzato.

Nel giro di 80 anni la popolazione inglese cambia radicalmente stile di vita. L’introduzione di grandi macchinari mette fine al lavoro a domicilio: il lavoratore deve recarsi necessariamente in fabbrica per lavorare. Le città si popolano, le campagne si svuotano. Alla metà del XIX secolo l’industria è già la principale risorsa economica dell’Inghilterra. Per la prima volta nella storia dell’uomo, non è l’agricoltura a produrre la maggior parte delle ricchezze di un paese. Nel giro di alcuni decenni l’esempio inglese viene seguito dagli altri Paesi europei, a partire da Francia e Germania. È l’inizio dell’era contemporanea.
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