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Taiwan
Taiwan Repubblica presidenziale, Stato insulare dell'Asia orient., separato dal continente, a O, dallo Stretto di Formosa e aperto a E sull'Oceano Pacifico, a N sul Mar Cinese Orientale, a S sul Mar Cinese Meridionale. È costituito dall'isola omonima (Formosa) e altre minori: Quemoy (Jinmen), Matsu, Pescadores (Penghu). Il territorio è montuoso a E (Yü Shan, 3.950 m), mentre a O si apre una vasta pianura litoranea. L'isola è interessata da marcata sismicità. Il clima è caldo-umido (Taipei: 15,5 °C in gennaio; 28 °C in luglio); le precipitazioni superano i 3.000 mm nel SE. I fiumi sono brevi, con regime irregolare. L'incremento naturale della popolazione fu intenso fino agli anni Sessanta del 20° sec., con tassi di natalità vicini al 30‰, mentre la mortalità risultava molto contenuta (intorno al 5‰). La natalità è poi sensibilmente diminuita (8,99‰ nel 2007). La popolazione si concentra per l'80% (2000) nelle città. I maggiori agglomerati urbani sono quelli della capitale Taipei e di Kaohsiung (2.775.000 ab. nel 2007). L'economia di T. ha registrato un continuo incremento. Investimenti esteri e abbondanza di manodopera, con bassi salari e alta specializzazione, hanno dato sviluppo alle industrie: elettronica, informatica, telecomunicazioni, chimica, tessile, alimentare, metallurgica e della gomma. storia L'isola venne battezzata Formosa, cioè "bella", dagli esploratori portoghesi del 16° secolo. Nel 1683 fu conquistata dalla Cina ('); nel 1895 fu annessa dal Giappone, ma venne riconsegnata alla Cina nel 1945. Nel 1949 il governo nazionalista del Guomindang presieduto da Chiang Kai-shek, sconfitto nel continente dall'esercito comunista di Mao Zedong, riparò nell'isola dando vita allo Stato odierno. Nel 1954 T. stipulò un trattato con gli USA che si impegnarono all'assistenza militare dell'isola nel caso di invasione da parte della Cina popolare. Il governo nazionalista continuò a rivendicare la sovranità sull'intera Cina, mantenendone la rappresentanza presso l'ONU sino al 1971, quando ne venne espulso a vantaggio della Cina continentale comunista, nel frattempo allontanatasi politicamente dall'URSS e avvicinatasi all'Occidente. T. ha mantenuto un atteggiamento di chiusura nei confronti della Cina popolare, che considerava l'isola parte integrante del suo territorio; nel 1981 Pechino ha proposto l'unificazione sulla base di un'ampia autonomia. Dal 1987 è cominciata a T. una graduale democratizzazione che ha portato a libere elezioni (1992), vinte comunque dal Guomindang contro il Partito progressista democratico (PPD), sostenitore della secessione dalla Cina continentale; le seguenti consultazioni presidenziali (2000 e 2004) hanno poi visto per la prima volta la sconfitta del Guomindang e la vittoria del leader del PPD Chen Shui-bian (n. 1951). Nel 1987 è stato avviato un processo di distensione e dialogo tra le due Cine, interrotto, però, dalla legge antisecessione (2005) emanata da Pechino nei confronti di T. (considerata ancora una provincia ribelle dell'unica Cina, quella comunista), a cui Shui-bian ha risposto (2006) con l'accelerazione del processo di indipendenza del paese dal governo di Pechino. Un significativa ripresa del dialogo con Pechino si è avuto dopo il ritorno del Guomintang al governo del paese con l'elezione alla presidenza di Ma Yingjiou (2008).