Policleto è uno degli artisti più importanti dell’Antica Grecia. Celebre per le sue statue in bronzo, è autore di un trattato sulle proporzioni del corpo umano, intitolato Canone. Policleto nasce ad Argo intorno al 480 a. C. Inizia la sua attività nel Peloponneso, contribuendo alla fioritura dell’arte classica. Già famoso, si trasferisce ad Atene, città che nel V secolo a.C. vive il suo periodo di massimo splendore. Le statue di Policleto sono andate perdute, ma ci sono note attraverso copie in marmo realizzate nell’antichità, e grazie a descrizioni letterarie. Le sue opere più celebri raffigurano giovani atleti. In età giovanile Policleto realizza il Discoforo che già rappresenta una grande novità nel modo di rappresentare il corpo umano. L’arte antica, infatti, raffigurava uomini e donne in posa rigida, con le gambe chiuse e le braccia stese lungo i fianchi. Policleto, invece, infonde nuova naturalezza alla posizione eretta. Il corpo poggia su una sola gamba mentre l’altra è flessa e leggermente spostata rispetto all’asse centrale. La posa delle braccia riprende quella delle gambe, secondo una precisa simmetria. Capolavoro di Policleto è considerato il Doriforo. La statua raffigura un giovane uomo che porta una lancia: potrebbe essere un atleta, oppure Achille, mitico eroe greco. Il Doriforo incarna l’ideale classico di bellezza ed è la perfetta applicazione pratica delle teorie di Policleto sulla rappresentazione del corpo umano.

Le proporzioni delle parti anatomiche sono studiate attentamente, in base a calcoli matematici. La misura della testa, ad esempio, è un ottavo di quella del corpo. La metà esatta della figura coincide con l’attacco delle gambe. La posa è basata su un perfetto gioco di equilibri. Il volto, privo di turbamenti, esprime calma, sicurezza e serenità, in armonia con gli ideali dell’età classica.
Grazie alle sue opere e alla diffusione del suo trattato, Policleto diventa uno degli artisti più importanti del suo tempo. Intorno al 430 a.C. vince un concorso per la realizzazione di un’Amazzone da collocare nel Tempio di Artemide ad Efeso. Con la sua amazzone dal braccio alzato e dalla posa delicatamente bilanciata, Policleto si impone sui più grandi scultori dell’età classica. L’artista realizza anche, per il Tempio di Era ad Argo, una grande scultura in oro e avorio, che ci è nota grazie a numerose riproduzioni su monete antiche. All’ultimo periodo della sua attività risale invece il Diadumeno, l’atleta che si cinge il capo con la benda in segno di vittoria. Non si hanno notizie sulla morte di Policleto, avvenuta probabilmente intorno al 420 a.C.; quello che è certo è che la sua opera avrà notevole influenza sui futuri sviluppi della scultura.



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