Paul Gauguin, pittore e scultore francese, è uno dei nomi più noti dell’arte moderna. Nasce a Parigi il 7 giugno 1848. Suo padre è un giornalista di idee repubblicane. In seguito al colpo di stato del futuro imperatore Napoleone III, la famiglia lascia la Francia. Il padre muore durante il viaggio. Il piccolo Paul trova rifugio insieme alla madre presso i parenti materni che vivono a Lima, in Perù.

Rientrato in Francia nel 1855, a 17 anni si imbarca su una nave mercantile: viaggerà in tutto il mondo per più di cinque anni. Dal 1871 si stabilisce a Parigi, dove lavora come agente di cambio. È in questo periodo che inizia a coltivare l’interesse per la pittura. Nel tempo libero dipinge, visita mostre, allaccia contatti con gli artisti del tempo. La corrente più innovativa in quest’epoca è l’Impressionismo. Gauguin si avvicina a questa pittura luminosa, basata sull’uso del colore puro, ed espone alle mostre degli impressionisti. La critica inizia a interessarsi al suo lavoro quando, nel 1881, Gauguin presenta Suzanne che cuce.

Insofferente alle costrizioni della vita borghese, a 35 anni Gauguin abbandona l’impiego per dedicarsi interamente alla pittura. Il suo desiderio di evasione lo porta a viaggiare alla ricerca di nuovi luoghi e nuove culture. Soggiorna a Pont-Aven, un villaggio della Bretagna immerso nella natura, dove vive una folta comunità di artisti affascinati dalla cultura ancora arcaica di questi luoghi. Qui, Gauguin elabora un nuovo stile, ispirato all’arte primitiva. Dipinge opere dai colori accesi e intensi, che non imitano le tinte reali ma evocano stati emotivi. Il colore è steso in ampie superfici piatte, circondate da contorni molto marcati. In breve tempo il suo stile, diventa fonte di ispirazione per gli artisti più giovani.

Alla ricerca di mondi puri e incontaminati, Gauguin compie lunghi soggiorni a Tahiti, dove trova il paradiso terrestre che va cercando. I suoi dipinti, realizzati con colori sempre più brillanti e luminosi, esaltano l’armonia tra uomo e natura, la bellezza dei luoghi e la quieta serenità della popolazione locale. L’opera culminante del periodo tahitiano è Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo?. È un dipinto di grandi dimensioni, che evoca riflessioni sul destino dell’uomo e le diverse fasi della vita.

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