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Marte
Marte Quarto pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole; è il primo dei pianeti esterni perché si colloca immediatamente dopo la Terra. Visibile a occhio nudo, M. è noto fin dall'antichità come 'pianeta rosso', per la tipica colorazione che lo contraddistingue. Nel 1877 sono stati scoperti anche due piccoli satelliti: Phobos e Deimos. il pianeta rosso Osservata al telescopio, la superficie di M. presenta vaste zone di colore rosso-arancione per la presenza di ossidi di ferro, inframezzate da zone scure di dimensioni più piccole costituite da rocce basaltiche. È costellata da crateri, molto più numerosi nell'emisfero merid. rispetto a quello settentr., in maggioranza prodotti dall'impatto con meteoriti. In passato M. è stato sede di un'intensa attività geologica come testimonia la presenza di vulcani (su M. si trova il maggiore vulcano del Sistema Solare, il Monte Olimpo, alto 24 km e con un diametro di base di ca. 600 km), canyon, canali e altre strutture di superficie. Nell'interno del pianeta si distinguono tre strati: la crosta esterna, con spessore di ca. 100 km, formata da rocce rigide, il sottostante mantello e il nucleo, probabilmente solido, con un raggio di ca. 1.200 km. atmosfera e clima Da oltre due secoli gli astronomi hanno stabilito che M. possiede un'atmosfera. Le sonde spaziali hanno accertato che consiste per il 95% di anidride carbonica ed è molto rarefatta; l'escursione termica giornaliera sul pianeta è quindi notevole. Intorno ai poli si estendono vaste regioni brillanti: si tratta delle calotte costituite da ghiaccio secco (anidride carbonica allo stato solido). Durante l'estate marziana il ghiaccio secco evapora provocando variazioni stagionali nell'estensione delle calotte polari. Come sulla Terra anche su M. si alternano le stagioni, perché l'equatore è inclinato rispetto al piano dell'orbita in maniera simile all'equatore terrestre. acqua su marte Nel 1877 G.V. Schiaparelli notò sulla superficie di M. linee sottili, i cd. canali, poi rivelatesi un inganno ottico. Le osservazioni spaziali hanno però dimostrato che su M. esistono effettivamente canali, oggi asciutti, che devono essere stati scavati, in un lontano passato, da acque libere di scorrere sulla superficie del pianeta. È quindi ipotizzabile che nel passato M. abbia avuto un clima assai diverso da quello attuale: la temperatura doveva essere più elevata e l'atmosfera più densa, tale da permettere le precipitazioni e la formazione di veri e propri fiumi. Oggi l'acqua allo stato liquido manca completamente e l'erosione della superficie è provocata solo dai forti venti. L'acqua su M. può esistere soltanto sotto forma di vapor acqueo o di ghiaccio sotterraneo (permafrost) e le missioni più recenti hanno confermato la presenza di ghiaccio d'acqua nei pressi del Polo Sud del pianeta. focus L'esplorazione L'esplorazione diretta di M. ha avuto inizio negli anni Sessanta del 20° sec. con le sonde statunitensi della serie Mariner, seguite dalle sonde Viking I e II, le prime ad atterrare sul suolo marziano nel 1975. Nel 1996 sono state lanciate le missioni Mars Global Surveyor e Mars Pathfinder (quest'ultima ha raggiunto la superficie del pianeta) per una nuova e più approfondita esplorazione di M. alla ricerca d'acqua. È stata poi la volta delle missioni statunitensi Mars 2001 Odyssey (2001), Mars Exploration Rover (2003), che ha portato sul suolo marziano i rover Spirit e Opportunity, Mars Reconnaissance Orbiter (2005) e dell'europea Mars Express (2003); nel 2007 la sonda Phoenix Mars Lander, realizzata dalla University of Arizona, è atterrata in prossimità del polo nord del pianeta. Le intense esplorazioni, pur confermando l'esistenza di acqua su M., non hanno dato riscontro all'ipotesi (formulata sin dal 18° sec. e più volte ripresa) dell'esistenza di forme di vita sul pianeta.