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impressionismo
impressionismo Corrente artistica del 19° secolo. L'i. nacque in opposizione alla pittura accademica, ufficialmente accettata nella Francia del Secondo Impero, e si propose la costruzione di un'arte diversa. I precedenti del movimento impressionista possono essere individuati nella pittura romantica (E. Delacroix), nel verismo di G. Courbet, nell'osservazione del vero dei paesisti di Barbizon, nel lirismo pittorico di J.-B.-C. Corot. una concezione naturalistica dell'arte I motivi prediletti dei pittori dell'i. erano gli aspetti della vita contemporanea, nella certezza di poter trovare un valore di bellezza in tutti i momenti e in tutti gli oggetti della quotidianità. L'assunto degli impressionisti era quindi essenzialmente naturalistico, e per questo rifiutavano ogni nozione acquisita dell'oggetto e si affidavano all'immediata impressione del vero. Essi tendevano perciò a cogliere gli effetti di luce che colpivano immediatamente l'occhio dell'artista; negavano l'illuminazione uniforme e artificiosa dell'atelier, studiata al fine di ottenere effetti di chiaroscuro e di rilievo plastico; propugnavano la necessità di dipingere all'aria aperta (plein-air), di rinunciare al chiaroscuro per far uso di ombre colorate e di usare una maniera estremamente rapida e sciolta, capace di fermare nel quadro l'istante dell'impressione. Il risultato fu una fusione totale di oggetto e spazio, in quanto lo stesso spazio non poteva più essere concepito secondo costanti leggi prospettiche, ma solo come fenomeno coloristico e luminoso. il gruppo L'anno in cui si formò il gruppo degli impressionisti fu il 1862; dopo la prima esposizione del 1874, nello studio del fotografo Nadar, seguì una seconda mostra nel 1876 e poi, fino al 1886, una serie di manifestazioni periodiche. Del gruppo facevano parte C. Monet, J.-F. Bazille (1841-1870), A. Sisley, É. Manet, C. Pissarro, P.-A. Renoir, P. Cézanne, H.-G.-E. Degas, B. Morisot, ai quali va accostato il percorso originale di V. van Gogh. Manet, che già si era segnalato tra gli artisti più liberi e più decisamente rivolti alla ricerca di nuovi modi espressivi, divenne la figura dominante del gruppo. Fu infatti lui a volgersi per primo allo studio dell'arte spagnola e olandese per intenderne il profondo senso pittorico. Lo scandalo suscitato da dipinti come Le déjeuner sur l'herbe di Manet (1863, Parigi, Musée d'Orsay) o Impression: soleil levant (1872, Parigi, Musée Marmottan Monet) di Monet rappresentò il vero punto d'arrivo della rivoluzione preparata da Corot, da Courbet, da C.-F. Daubigny (1817-1878). L'i. entrò in crisi nel momento in cui Cézanne dichiarava di volerne fare un'arte altrettanto solida di quella dei musei e si concentrava nello studio della struttura della forma, indagando il significato più profondo delle cose. focus L'origine del termine L'i. deriva il suo nome dall'epiteto spregiativo (impressionnistes) coniato nel 1874 da L. Leroy (1812-1885), critico del giornale Le Charivari, contro i pittori che, respinti dai Salons ufficiali, avevano esposto le loro opere a Parigi nello studio del fotografo Nadar. L'epiteto era a sua volta derivato dal titolo di un quadro di C. Monet, Impression: soleil levant (1872), ed ebbe tanta fortuna che gli stessi artisti cui era diretto finirono per accettarlo.