Alle 8 del mattino del 6 agosto 1945, sul cielo di una città nel sud del Giappone, esplode un ordigno con potenza pari a 12.500 tonnellate di tritolo. E’ la prima bomba atomica. Sul finire del XIX secolo il Giappone diventa una potenza mondiale. Con la prima guerra sino-giapponese conclusa nel 1895, il Giappone allarga la sua sfera di influenza alla Corea e successivamente nel 1905, sconfiggendo la Russia, conquista la Manciuria. Nel ‘36 firmando il Patto anti-Comintern il Giappone si avvicina alla Germania e all’Italia e nel 1940 con il Patto Tripartito dà vita ad una alleanza politico militare con Roma e Berlino. Nella prima fase della Seconda Guerra Mondiale, il Giappone è protagonista di una serie di successi militari in Cina, in Malesia e nelle Filippine.
Preoccupati dall’espansionismo giapponese, gli USA impongono al paese asiatico un embargo navale. Il Giappone, che dipende totalmente dai traffici marittimi provenienti dal Pacifico, decide di attaccare a sorpresa: il 7 dicembre del 1941 viene bombardata la base navale statunitense di Pearl Harbor, nelle Hawaii. E’ l’inizio delle ostilità tra i due paesi. Sfruttando la sorpresa iniziale, il Giappone ha inizialmente la meglio contro gli USA ma, a partire dal 1942, comincia a perdere terreno.

Gli USA stringono il cerchio, fino ad arrivare a bombardare direttamente il Giappone nel 1944. Nonostante la guerra sia perduta, il Giappone rifiuta la resa incondizionata ed è pronto a sacrificare i propri soldati fino all’ultimo uomo. Per evitare la prosecuzione del conflitto e per dimostrare a tutto il mondo di possedere un’arma letale, il presidente statunitense Harry Truman decide di utilizzare un ordigno di cui finora quasi nessuno ha sentito parlare: la bomba atomica. Il 6 agosto del 1945 la prima bomba atomica, lanciata da un B-29 statunitense, esplode nel cielo di Hiroshima. Tre giorni più tardi, il 9 agosto è la città di Nagasaki ad essere colpita. Muoiono almeno 120.000 persone, ma nel corso degli anni, a causa delle radiazioni ne moriranno altre 300.000. La radioattività provoca malformazioni anche su bambini nati anni più tardi. Il 2 settembre del 1945, il Giappone accetta la resa incondizionata. Il territorio giapponese è nelle mani dei vincitori. Con la prima bomba atomica comincia l’incubo nucleare. L’Unione Sovietica, che raggiunge rapidamente la tecnologia per la costruzione dell’atomica, diventa insieme agli USA l’arbitro delle sorti del pianeta. Per molti decenni la pace si manterrà sul cosiddetto “equilibrio del terrore”: la riluttanza di USA e URSS a confrontarsi in un conflitto nucleare.
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