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Troia
Troia Antica città dell'Asia Minore, situata in un punto strategico all'incrocio fra il continente europeo e quello asiatico. LE ORIGINI MITOLOGICHE La leggenda indica come fondatore di una prima città della Troade, Dardania, l'eroe Dardano, oriundo della Tracia. Di padre in figlio la signoria della città passò a Erittonio, Tros o Troo, Ilo (da cui la denominazione di Ilio), Laomedonte. Quest'ultimo pattuì un compenso per cui Apollo e Posidone eressero le mura di cinta della città, ma, avendo Laomedonte mancato alla parola data, Eracle lo uccise e infierì sulla città, a cui Priamo, figlio e successore di Laomedonte, conferì nuovo splendore. Paride, figlio di Priamo, con il rapimento di Elena, moglie di Menelao re di Sparta, provocò la guerra di T., che dopo un assedio novennale fu incendiata dagli achei. LA RISCOPERTA ARCHEOLOGICA Nel Settecento vennero alla luce alcuni documenti epigrafici che attestavano fuori di ogni dubbio l'esistenza in quel luogo di un insediamento ellenistico e romano chiamato Ilio. In seguito a questa scoperta e alla corrispondenza delle descrizioni geografiche contenute nell'Iliade con la topografia del sito, nel corso dell'Ottocento alcuni studiosi avanzarono l'ipotesi che in quello stesso luogo si trovassero anche i resti della T. preistorica e quindi di quella omerica. T. fu riconosciuta da H. Schliemann, con una delle più celebri scoperte della storia dell'archeologia, sulla piccola altura di Hisarlik, alla confluenza dello Scamandro con il Simoenta presso lo sbocco dei Dardanelli. Lo studio dei nove strati archeologici ha dimostrato un'ininterrotta urbanizzazione del sito di Hisarlik dalla fine del Neolitico/inizio Età del bronzo al tramonto dell'epoca romana. QUAL È LA CITTÀ DELL'ILIADE? Dagli scavi T. appare essere stata un centro di alto livello di civiltà e prosperità: ne è prova, fra gli altri, il ritrovamento del cd. tesoro di Priamo, una quantità impressionante di gioielli, armi e suppellettili di raffinatissima fattura che Schliemann chiamò così identificando erroneamente lo strato archeologico in cui il tesoro fu rinvenuto con quello, a esso posteriore di ca. 1.000 anni, corrispondente alla T. omerica. Questa è stata identificata dagli studiosi nei resti archeologici pertinenti allo strato VII, datati alla prima metà del 13° sec. a.C. (datazione pienamente in accordo con l'espansione dei regni micenei) e connotati da evidenti segni di saccheggio e incendio.