Il 5 giugno 1967 l’aviazione israeliana attacca Egitto, Siria e Giordania: è l’inizio della guerra dei Sei giorni. Il 14 maggio 1948 nasce in Medio Oriente lo Stato di Israele, un Paese abitato da ebrei e circondato da nazioni arabe. Tra il maggio 1948 e il gennaio 1949, si combatte la prima guerra arabo-israeliana, vinta dallo Stato ebraico. La Guerra di Suez contro l’Egitto è il secondo capitolo dello scontro tra Israele e il mondo arabo. Dopo undici anni di raid israeliani sulle zone di confine, e di attacchi da parte dei paesi arabi, la tensione riesplode nel 1967. Il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser chiede e ottiene il ritiro dalla penisola del Sinai delle truppe dell’Onu, garanti della pace in questa zona al confine fra Egitto e Israele.

In seguito, Nasser chiude il golfo di Aqaba alle navi israeliane, e mobilita le sue truppe vicino ai confini dello stato ebraico.
Dà inoltre vita a un’alleanza difensiva con Siria e Giordania, sostenuta militarmente anche da altri stati arabi come Iraq, Arabia Saudita, Kuwait e Algeria, e appoggiata dall’Unione Sovietica. Israele si sente minacciato. I tentativi di ricorrere alla diplomazia falliscono. La tensione cresce giorno dopo giorno. Con la tacita approvazione degli USA, che hanno con lo stato ebraico rapporti amichevoli, Israele decide di agire preventivamente, per evitare l’accerchiamento. Il 5 giugno 1967 gli aerei di Israele bombardano a sorpresa le basi aeree egiziane. È l’inizio della guerra. In un giorno l’aviazione del Cairo, considerata la migliore del mondo arabo, viene distrutta. La stessa sorte tocca alle flotte aeree di Siria e Giordania.

L’esercito dello Stato ebraico si dimostra formidabile. Ottenuto il dominio dell’aria, in appena sei giorni travolge i rivali combattendo su tre fronti; ottiene così il controllo della penisola del Sinai e della striscia di Gaza, togliendoli all’Egitto; strappa poi alla Giordania i territori a est del fiume Giordano e la parte araba di Gerusalemme. Incurante del “cessate il fuoco” intimato dalle Nazioni Unite, Israele conquista anche le alture del Golan, appartenenti alla Siria. Il 10 giugno, con la fine della guerra, Israele vede quadruplicata la propria estensione: nasce il mito dell’invincibilità militare israeliana. I rapporti di forza in medio oriente sono ora ribaltati. L’Urss, preoccupata per l’espansione di Israele, alleato degli Usa, fa pressione sull’Onu, che impone allo Stato ebraico il ritiro dai territori occupati; la risoluzione non viene accettata. La reazione araba non si farà attendere: iniziano numerosi episodi di guerriglia armata a cui seguiranno rappresaglie israeliane. Le questioni territoriali, tuttora irrisolte, continuano a creare tensioni e conflitti tra arabi e israeliani.
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