La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, è un dipinto a olio su tavola di 77 centimetri per 53, realizzato da Leonardo da Vinci. Viene dipinto a Firenze tra il 1503 e il 1506 ma l’artista vi apporterà modifiche e ritocchi quasi fino alla sua morte, avvenuta nel 1519. Considerata insieme a l’Ultima Cena il capolavoro di Leonardo, la Gioconda affascina da sempre critici e pubblico per il suo sorriso impenetrabile e l’atmosfera rarefatta del paesaggio, identificato con i dintorni di Arezzo. Non è del tutto certa l’identità della donna ritratta. L’ipotesi più accreditata, confermata dal Vasari, pittore e biografo del ‘500, è che si tratti di Lisa Gherardini, moglie del mercante fiorentino Francesco Bartolomeo del Giocondo, da cui il nome del quadro. Secondo alcuni storici, però, il vero committente dell’opera sarebbe l’amante di Lisa individuato in Giuliano de’ Medici, figlio del principe Lorenzo il Magnifico. Il dipinto, custodito da Giuliano fino al 1515, viene restituito a Leonardo quando il nobile sposa Filiberta di Savoia.

Due anni più tardi il pittore si trasferisce in Francia, portandolo con sé. Realizzati con la tipica tecnica leonardesca dello sfumato, figura e paesaggio sembrano fondersi l’una nell’altro. Secondo alcune interpretazioni il dipinto restituisce così la concezione filosofica di Leonardo, per cui uomo e natura sono indissolubilmente legati tra loro in perfetta armonia. Recenti esami ai raggi x hanno inoltre rivelato che, in origine, il capo della donna era ricoperto da un velo, tradizionalmente usato dalle donne incinte. Questo spiegherebbe il misterioso sorriso della Gioconda e le sue mani adagiate delicatamente sul ventre. C’è anche chi, grazie a sovrapposizioni effettuate al computer, riconosce in Monna Lisa un autoritratto del pittore declinato al femminile. Sigmund Freud, psicanalista austriaco dei primi del ‘900, sostiene invece che la donna ritratta sia la madre defunta di Leonardo, Caterina. Certamente Leonardo pare avere un attaccamento speciale per questa tavola. Lo porta con sé in Francia quando si trasferisce ad Amboise, su invito del re Francesco I. A partire dalla morte di Leonardo si perdono le tracce del dipinto: gli studiosi ne stanno ancora ricostruendo le vicende storiche.

La versione più accreditata è che il dipinto venga acquistato da Francesco I. Ma da alcuni documenti recenti emerge l’ipotesi che invece sia tornato in Italia per mezzo di uno dei due allievi di Leonardo, il Salaino o il Melzi, e che solo in un secondo momento sia ritornato in Francia per essere esposto, a partire dal 1804, nel museo parigino del Louvre. Proprio dal Louvre viene rubata nel 1911. Il colpevole è un operaio italiano, Vincenzo Peruggia, che per patriottismo voleva riportarlo in Italia. L’opera, ritrovata a Firenze 2 anni più tardi, viene restituita ai francesi. La Gioconda è oggi esposta al Louvre di Parigi.

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