Ernst Ludwig Kirchner è un pittore, scultore e incisore tedesco. È considerato uno dei padri dell’Espressionismo, corrente artistica dei primi anni del Novecento che cerca di svincolarsi dalle regole del passato per esprimere con più efficacia le tensioni emotive e psicologiche dell’uomo. Ernst Kirchner nasce ad Aschaffenburg, in Baviera, nel 1880. Fin da giovane si appassiona alla pittura e alla scultura. Tra il 1901 e il 1905 studia architettura a Dresda. Contemporaneamente frequenta un laboratorio di pittura a Monaco. In questo periodo si accosta all’opera di artisti come Edvard Munch, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh, di cui ammira l’uso del colore, slegato dalla rappresentazione realistica della realtà in favore di una visione fortemente soggettiva. L’esigenza di tradurre in immagini il proprio stato emotivo e mentale influenza profondamente la sua poetica, e lo spinge a fondare a Dresda, nel 1905, il primo gruppo di artisti espressionisti: Die Brücke, il ponte. Come indica il nome, il movimento intende creare un’arte libera dai canoni del passato e che si slanci verso il futuro.

Le prime opere di Kirchner rispecchiano pienamente questa tensione. Nel 1907 dipinge Autoritratto con modella, in cui esaspera le tonalità cromatiche, e ritrae volti simili a maschere tribali dell’arte africana e orientale. I tratti elementari dell’arte primitiva servono a esprimere con immediatezza il mondo interiore dell’artista. Nel 1911, insieme ai membri del Die Brücke, si trasferisce a Berlino. Due anni più tardi, in seguito a rivalità e contrasti, il movimento si scioglie. La vita in città diventa per Kirchner una fonte di grande ispirazione. La frenesia e l’alienazione metropolitane lo angosciano. Allo stesso tempo, però, gli suggeriscono figure e prospettive deformate, accostamenti cromatici sempre più dissonanti. Sono di questo periodo quadri come Scena di strada berlinese e Nollendorf Plaz. Nel 1914, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Kirchner si arruola come volontario. In seguito a un forte esaurimento nervoso si trasferisce a Davos, in Svizzera, dove rimarrà fino alla morte, afflitto da una grave depressione.

Con Autoritratto da soldato, del 1915, Kirchner lascia una traccia carica di sofferenza della propria esperienza in guerra. A partire dagli anni venti, ritrae soprattutto paesaggi alpini in chiave astratta. Gregge di pecore, del 1938, testimonia quanto anche il rapporto con la natura sia diventato drammatico: da una parte il richiamo primordiale all’equilibrio e alla quiete, dall’altro lo straniamento e l’angoscia di essere soli al mondo. Nel 1937 molte delle sue opere vengono sequestrate e distrutte dai nazisti, perché ritenute arte degenerata, inconciliabile con gli ideali di purezza e perfezione del regime. Il 15 giugno 1938, a 58 anni, Kirchner muore suicida a Davos.

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