Edouard Manet è un pittore francese della seconda metà dell’Ottocento. Vicino al gruppo degli impressionisti segue però una via artistica autonoma. Manet nasce a Parigi il 23 gennaio 1832 da una famiglia borghese. A 18 anni inizia la sua formazione con il pittore Thomas Couture, le cui opere però gli appaiono ben presto vuote e banali. Dal 1856 viaggia in Europa e studia quei pittori della tradizione che fondano il loro linguaggio sul colore: Tiziano, Giorgione, Goya e Velásquez. Nel 1861 espone al Salon di Parigi, il tempio della pittura ufficiale; lo Spagnolo che suona la chitarra, ispirato al realismo del pittore Courbet, riscuote un discreto successo. Nel 1863 realizza l’Olympia ed espone Le déjeuner sur l’herbe. I soggetti sono ripresi da due opere di Tiziano: il Concerto Campestre e La Venere di Urbino. La tecnica pittorica di Manet è profondamente innovativa e suscita accese polemiche negli ambienti accademici: Manet accosta colori puri, disegna le figure con decise linee di contorno e abbandona la ricerca dei volumi eliminando i toni cromatici intermedi e i chiaroscuri.

Il nudo femminile di Le déjeuner sur l’herbe è ambientato in un parco molto familiare ai parigini: questa scelta accentua il realismo della scena, e scandalizza l’opinione pubblica. Nel 1863 Manet sposa Suzanne Leenhoff, una pianista olandese il cui figlio appare spesso nei quadri del pittore. È in questo periodo che Manet comincia a frequentare il Café Guerbois dove incontra Pissarro, Monet, Degas, Renoir e Cezanne, i pittori che daranno vita all’impressionismo aprendo nuove strade al linguaggio pittorico. Anche se Manet è vicino al gruppo degli impressionisti non partecipa alle loro mostre; è convinto, infatti, che il rinnovamento dell’arte debba attuarsi all’interno del Salon e delle istituzioni ufficiali. Negli anni successivi ritrae lo scrittore francese Emile Zola e dipinge Il suonatore di piffero; questi quadri testimoniano l’interesse di Manet per lo stile grafico delle stampe giapponesi che spopolano nella Parigi di questi anni. Dal 1874 Manet, abituato a lavorare nel suo studio, adotta per un breve periodo l’approccio impressionista e dipinge all’aria aperta quadri di paesaggi, che spiccano per straordinaria luminosità e ricchezza cromatica.

Nei suoi ultimi anni, però, la figura umana torna al centro del suo interesse. Una delle sue ultime opere è il bar alle Folies-Bergère. Il quadro, che spicca per forte senso della composizione, è dipinto con la tecnica impressionista, che riproduce la realtà con rapidi tocchi di colore. Manet Muore a Parigi il 30 aprile 1883 dopo una lunga malattia. Nel 1884 viene allestita una grande mostra commemorativa all’Ecole des Beaux-arts di Parigi.

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