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Edipo
Edipo Eroe greco del ciclo tebano, nominato già in Omero, la cui leggenda è descritta soprattutto nella tragedia attica del 5° sec. a.C.: da Sofocle nell'Edipo re e nell'Edipo a Colono, da Euripide nelle Fenicie. il mito E., nato da Laio (re di Tebe) e da Giocasta, venne abbandonato su ordine del padre per evitare l'avverarsi della profezia dell'oracolo di Delfi, secondo cui Laio sarebbe stato ucciso dal figlio. Salvatosi dalla morte (in circostanze che variano nelle diverse versioni della leggenda) E. venne allevato alla corte del re di Corinto, Polibo. Cresciuto, andò a interrogare l'oracolo di Delfi sui suoi veri genitori: ma l'oracolo si limitò a predirgli che avrebbe ucciso il padre e sposato la madre. Atterrito, E. volle allontanarsi da Corinto, ma, giunto nella Focide, in uno stretto passaggio, uccise in seguito a un litigio sulla precedenza del passo il vecchio Laio, senza sapere che si trattava di suo padre; poi proseguì verso Tebe. Qui, sciogliendo l'enigma propostogli dalla Sfinge, liberò la città dal mostro e ottenne in ricompensa il regno e la mano della regina Giocasta. Nella versione più antica la scoperta dell'incesto seguiva subito alle nozze con Giocasta; dopo il suicidio di questa, E. sposava Eurigania, aveva figli, moriva in guerra ed era seppellito a Tebe. Nella leggenda più recente, invece, E. conviveva a lungo con la madre e aveva quattro figli: Eteocle, Polinice, Antigone, Ismene; poi, scoppiata in Tebe una pestilenza e imponendogli l'oracolo di ricercare il colpevole dell'uccisione di Laio, veniva a conoscere la verità. Allora, terrorizzato, si accecava, ed era cacciato dalla città dai suoi stessi figli e da Creonte, fratello di Giocasta. Accompagnato da Antigone errava per la Grecia, finché, giunto nel demo attico di Colono, spariva agli occhi della figlia e di Teseo, accorso nel luogo.