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Deserto
L’antica Turicum risale al periodo celtico-romano. Sede di un piccolo forte durante le operazioni del 25-15 a.C., nel 4° sec. d.C. vi fu costruito un castrum, forse abbandonato poi nel 401. Il contiguo vicus si accrebbe nel corso del 5° sec. d.C. all’epoca della migrazione degli Alamanni. La città si sviluppò rapidamente grazie sia alla fondazione della prepositura di Grossmünster e dell’abbazia di Fraumünster, nella prima metà del 9° sec., sia all’afflusso di mercanti e artigiani nel 10° secolo. Tra il 10° e il 12° sec. Z. fu sottoposta al governo di balivi imperiali, carica che fu tenuta dai conti di Lenzburg e poi dai duchi di Zähringen. Nel corso del 13° sec. Z. cercò di svincolarsi dall’autorità imperiale, mentre in essa andavano prevalendo le classi mercantili e industriali a danno dell’autorità esercitata sino allora dall’abbazia di Fraumünster; di fronte alla politica finanziariamente oppressiva degli Asburgo, Z. nel 1291 si unì, con Uri, Schwyz e Unterwalden, alla lega contro Rodolfo d’Asburgo, che fu però sconfitta presso Winterthur (1292). Nel 1336 Z. fu teatro di una rivolta della classe artigiana e dei cavalieri, sotto la guida di R. Brun, contro la classe dei mercanti, degli orefici, degli agenti di cambio e dei setaioli. Il governo fu allora suddiviso fra gli elementi della nobiltà e della borghesia mercantile, riuniti nella Constaffel, e i rappresentanti dell’artigianato, che fondarono, con quelli della Constaffel, un consiglio, con a capo il borgomastro. Questa costituzione durò nelle sue linee generali fino al 1798, salvo successive limitazioni dell’autorità del borgomastro. In lotta con i conti di Rapperswil, Z. prevalse, ma essendo poi passata una parte della contea di Rapperswil agli Asburgo, si trovò a dover nuovamente fronteggiare i signori feudali di Rapperswil, i duchi d’Austria. Trovò alleati nei Quattro Cantoni (Uri, Schwyz, Unterwalden e Lucerna), con i quali concluse (1351) un patto di alleanza, ma fu poi costretta nel luglio 1355 a siglare una pace separata con gli Asburgo. Intanto Z. andava estendendo i suoi possessi territoriali; già l’imperatore Carlo IV aveva fatto dono alla città della maggior parte del lago (1362); poi, tra la fine del 14° sec. e il principio del 15°, la città incorporò estesi territori corrispondenti più o meno all’attuale cantone di Zurigo. L’aspirazione verso il retroterra portò Z. a scontrarsi, verso la metà del 15° sec., con il cantone di Schwyz; ne derivò un lungo periodo di guerra (1443-50), nel corso del quale Z., alleata agli Asburgo, fu ripetutamente sconfitta dai Cinque Cantoni (ai quattro tradizionali si era aggiunto nel 1352 Zug). Con la pace di Einsielden (1450) riebbe, quasi totalmente, il suo territorio devastato, ma dovette sciogliersi dal suo patto d’alleanza con l’Austria, entrando definitivamente nella Confederazione svizzera. Il ceto medio zurighese e il consiglio cittadino aderirono (1525) prontamente alla Riforma predicata nella cattedrale da H. Zwingli. Essendo rimasti i Cinque Cantoni fedeli, sostanzialmente, al cattolicesimo, Z. scampò dal pericoloso isolamento solo perché Berna si pose al suo fianco, nel 1529. Basilea e Sciaffusa si unirono poi a esse, formando quella ‘unione evangelica’ che escluse, fino al 1798, ogni possibile ritorno al cattolicesimo.