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Cuba
Cuba Isola dell'America Centrale, la maggiore delle Grandi Antille. Con le isole vicine costituisce una Repubblica. GEOGRAFIA L'isola, di forma allungata (1.300 km) e stretta, è in gran parte pianeggiante. La principale formazione montuosa è la Sierra Maestra, a SE (Pico Turquino, 1.974 m); altro rilievo è, a O, la Sierra de Los Órganos. Le coste presentano molte baie profonde, ottimi porti naturali. Circondano C. oltre 1.500 isole minori, tra cui l'Arcipelago di Camagüey e la Isla de la Juventud. Clima Il clima è tropicale, con temp. medie annue intorno a 25 °C. Le piogge (1.100÷1.500 mm annui) cadono soprattutto tra maggio e novembre. Soffiano sull'isola gli alisei di NE e venti freddi invernali; C. viene spesso colpita da cicloni. Popolazione C. presenta un regime demografico a basso incremento, anche per il flusso migratorio, per lo più clandestino, diretto verso gli USA. Il governo ha incentivato la colonizzazione agricola e l'incremento della popol. urbana (il 75,6% del totale nel 2005) è stato a lungo contenuto. Centro maggiore è la capitale l'Avana (2.181.320 ab. nel 2006); tra le altre città, di dimensioni medio-piccole, spiccano Santiago de Cuba (425.780 ab.), Camagüey, Holguín e Santa Clara. Condizioni economiche Prima della rivoluzione (1959) la proprietà terriera era fortemente concentrata: con la riforma agraria i latifondi sono stati espropriati e ripartiti fra aziende statali e cooperative. È inoltre aumentato il peso delle attività terziarie, specie nei servizi sociali. Malgrado gli alti livelli raggiunti da indicatori sociali quali istruzione e sanità e le riforme intraprese negli anni Novanta, restano gravi problemi economici. Non è stata risolta la crisi apertasi negli anni Ottanta per la caduta del prezzo dello zucchero, principale risorsa di C., aggravata dalla dissoluzione dell'URSS, maggiore partner commerciale, nonché dall'embargo statunitense. Dal 1991 la Russia ha interrotto le forniture di petrolio a prezzo calmierato con conseguenze disastrose per l'industria; il deficit commerciale è stato attenuato dall'aumento delle esportazioni di tabacco e nichel, ma la popolazione ha dovuto affrontare l'insufficienza di cibo e di altri beni di prima necessità (elettricità, farmaci, carburante). Si sono diffusi fenomeni di degrado sociale, come la prostituzione, alimentata dal turismo, l'unica attività in forte espansione. Il governo ha legalizzato il possesso di dollari (1993) e gli investimenti stranieri; si stanno diffondendo attività commerciali e artigianali, con la creazione di piccole imprese familiari. STORIA L'invasione spagnola e il predominio statunitense Raggiunta da C. Colombo nel suo primo viaggio (1492), C. fu colonizzata dagli spagnoli. Gli indigeni, sottoposti a feroce sfruttamento, si estinsero rapidamente e dalla metà del 16° sec. furono sostituiti con schiavi importati dall'Africa. Dal 18° sec., con l'espansione della coltura della canna da zucchero, si creò un'oligarchia di proprietari terrieri, i latifondisti creoli, discendenti dei primi coloni, che stabilì stretti legami economici con gli Stati Uniti. Nel 1895 un'insurrezione si concluse con l'intervento statunitense e la rinuncia all'isola da parte della Spagna (1898). Benché C. avesse conseguito un'indipendenza formale, gli USA stabilirono una sorta di protettorato sull'isola, riservandosi il diritto di ingerire negli affari interni e insediando una base navale a Guantánamo. Nel 1952 F. Batista, già presidente dal 1940 al 1944, con un colpo di Stato instaurò un regime dittatoriale. Nel paese gli squilibri sociali erano fortissimi e le imprese statunitensi controllavano piantagioni e zuccherifici.CONTINUA_A_LEGGERE_MARKER