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cervello
cervèllo Parte anteriore dell'encefalo, costituita dagli emisferi cerebrali, la regione talamica e l'ipotalamo, più sviluppata nell'uomo che negli altri animali. Il c. ha forma di ovoide incompleto, con una superficie supero-laterale convessa e una inferiore (base) incavata in senso trasversale. È avvolto dalle meningi, che lo separano dalle pareti ossee della cavità cranica e, con una loro espansione laminare (chiamata tentorium), dal cervelletto. Suoi costituenti principali sono i due emisferi cerebrali e la regione diencefalica. anatomia I due emisferi cerebrali (destro e sinistro) sono divisi da un profondo solco a direzione sagittale (lungo l'asse longitudinale del corpo), detto scissura interemisferica. Sono costituiti da due sostanze fondamentali di aspetto diverso: la sostanza grigia, in superficie, detta corteccia cerebrale (nuclei dei neuroni), e la sostanza bianca (fibre dei neuroni) internamente. La corteccia è segnata da scissure e da solchi, più o meno profondi e più o meno tortuosi, che ne aumentano la superficie e consentono di distinguere in ciascun emisfero lobi e circonvoluzioni. I nomi dei principali lobi cerebrali fanno riferimento alle strutture ossee a cui corrispondono (lobo frontale, parietale, temporale e occipitale). La regione diencefalica comprende il terzo ventricolo, una cavità comunicante con i ventricoli laterali e con l'acquedotto di Silvio, i talami e l'ipotalamo. Sia il talamo sia l'ipotalamo sono a loro volta ripartiti in diversi nuclei, ciascuno con specifiche funzioni. fisiologia Il c. svolge un ruolo fondamentale nella ricezione, trasmissione, elaborazione delle informazioni e nell'organizzazione delle attività mentali e comportamentali. Lo studio delle sue funzioni segue molteplici indirizzi di ricerca, nell'ambito della neurofisiologia e della neuropsicologia, e ha preso avvio nei secoli passati con la dimostrazione delle correlazioni esistenti tra reperti di autopsia e manifestazioni cliniche presentate in vita. Alla luce dei dati attualmente a disposizione si ritiene che il c. svolga le sue funzioni (regolazione del movimento, sensibilità e attività mentale) sia attraverso strutture e sistemi ben definiti sul piano anatomico e funzionale, sia attraverso una rete interneuronale diffusa, che impegna la stragrande maggioranza dei neuroni. Questa rete integra e armonizza le attività delle anzidette strutture, attraverso una serie quanto mai ricca di circuiti, stabilendo un numero infinitamente alto di contatti all'interno delle formazioni fra i singoli neuroni. cervello - approfondimento di Pietro Calissano Il sistema nervoso, di cui il cervello costituisce la parte più consistente, ha la funzione di ricevere informazioni dal mondo esterno, di elaborare queste informazioni (memorizzandole se necessario) e di emettere una risposta. Questa comunicazione avviene tramite un complesso sistema di segnali elettrici che si alternano con la liberazione di sostanze chimiche. Si tratta di un vero e proprio codice di comunicazione che è sostanzialmente impiegato da tutte le specie animali. Pur costituendo soltanto il 2% della massa corporea, il nostro cervello consuma il 25% di tutto l'ossigeno che respiriamo e, a riposo, 10 volte di più degli altri organi del nostro corpo. Evidentemente pensare costa, ma la natura dimostra di avere ben compreso l'enorme vantaggio evolutivo, per la conservazione e la riproduzione della specie, costituito dalla comparsa di sistemi di elaborazione dell'informazione. La mente: una definizione difficile La parola mente appartiene a quel singolare gruppo di termini che sono tanto usati quanto vaghi nel loro reale significato. Può capitare di ascoltare un'identificazione di mente con tutto ciò che è spirito o spirituale, per es. con l'anima, non considerando che la mente, o la somma delle sue espressioni funzionali (pensiero, memoria, affettività, coscienza ecc.), cessa di esistere con la morte del corpo, mentre l'anima è per definizione imperitura. La domanda cruciale a questo riguardo è la seguente: le attività cerebrali e mentali sono tutte generate dagli stessi meccanismi neurali, e quindi, in ultima analisi, riconducibili alle decine di miliardi di cellule nervose (neuroni) che costituiscono il cervello? Oppure le une e le altre sono funzioni nettamente distinte e per certi versi incomparabili? Sostanzialmente vi sono tre correnti di pensiero al riguardo, che possiamo per brevità definire dualista, monista e delle proprietà emergenti.