Donato di Pascuccio di Antonio, detto Bramante, è un architetto e pittore italiano del Quattrocento, considerato fra i massimi esponenti del Rinascimento. Donato Bramante nasce nel Ducato di Urbino nel 1444. La data esatta non è certa. Si forma come pittore nella bottega di Fra’ Carnevale e si specializza nel dipingere sfondi, che riproducono elementi architettonici, usati come sorta di quinte teatrali per varie rappresentazioni. Urbino è un importante centro umanistico: Bramante entra in contatto con opere di artisti quali Andrea Mantegna e Piero Della Francesca, e lavora probabilmente alla corte del duca Federico da Montefeltro, celebre mecenate del tempo. A 33 anni inizia a viaggiare: lavora a Mantova, Bergamo, Milano, Roma.

A Bergamo affresca la facciata del Palazzo del Podestà. Nel 1482 si trasferisce a Milano e inizia l’attività di architetto riedificando la chiesa di Santa Maria presso San Satiro: di chiara ispirazione classica. All’interno, lo spazio è ristretto e l'artista decide di utilizzare gli espedienti ottici dell'illusionismo prospettico per creare dal nulla un’intera ala della chiesa. Bramante dipinge gli elementi architettonici che non può costruire, suggerendo così una profondità spaziale inesistente. Nel frattempo, continua a dipingere: il Cristo alla colonna è di grande impatto emotivo grazie all'uso del chiaroscuro e alla figura in primo piano. Gli Uomini d'arme sembrano inseriti all'interno di nicchie reali, concave e decorate: ancora una volta si tratta di un inganno prospettico e le nicchie sono solo dipinte.

In questo periodo, a Milano, Bramante si confronta con Leonardo da Vinci e approfondisce lo studio di Vitruvio.Su committenza del duca milanese Ludovico il Moro, progetta una nuova tribuna per la chiesa di Santa Maria delle Grazie: costruzione monumentale con soluzioni architettoniche innovative. Nel 1499 Ludovico il Moro abbandona Milano e Bramante si trasferisce a Roma. Nel 1502 inizia i lavori del Tempietto di San Pietro in Montorio. Dotato di perfetto equilibrio volumetrico tra colonnato, cripta e cupola, l’edificio è annoverato tra le opere dell'Alto Rinascimento. Dopo l'elezione al soglio pontificio, Giulio II diventa il principale committente dell’artista.Due sono i progetti particolarmente degni di nota: la riedificazione della basilica di San Pietro e il collegamento dei Palazzi Vaticani con la residenza estiva del papa. I progetti rimangono incompiuti anche a causa della morte di Giulio II e, l'anno successivo, dell'artista.

Donato Bramante muore a Roma l’11 aprile del 1514 all’età di 70 anni. Il suo contributo rimane fondamentale per l'evoluzione dell'arte e dell'architettura.





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