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digestione
digestióne Complesso dei processi meccanici e chimici che avvengono nel tubo digerente per rendere gli alimenti utilizzabili ai fini della nutrizione. Generalmente gli alimenti non sono in condizioni di essere direttamente assorbiti; il più delle volte si trovano sotto forma di prodotti complessi costituiti da miscele di tre categorie di composti organici: carboidrati, proteine e lipidi, dispersi più o meno finemente in acqua. Negli organismi superiori gli alimenti debbono perciò subire un processo di frammentazione e di macerazione e contemporaneamente uno di degradazione chimica a opera di enzimi digestivi. prima digestione La masticazione e la concomitante insalivazione, che trasformano il cibo in bolo alimentare, rappresentano il primo momento della digestione. Il bolo, ridotto in poltiglia dai denti e rimescolato dai movimenti della lingua, viene attaccato dalla amilasi salivare, enzima che scinde gli amidi in polisaccaridi più semplici fino al maltosio (disaccaride): per la presenza della mucina (sostanza trasparente semiliquida), la saliva rende il cibo viscido e scorrevole, atto alla deglutizione. In seguito la peristalsi esofagea sospinge il bolo nella cavità gastrica, ove si sofferma per subirvi la d. gastrica. A mano a mano che penetrano i boli alimentari, le pareti gastriche si dilatano attivamente per diminuzione del tono della tunica muscolare, adattandosi al volume della massa alimentare; contemporaneamente, per opera delle ghiandole parietali, avviene la secrezione del succo gastrico, che diluisce la massa, la acidifica sterilizzandola e digerisce le sostanze proteiche per opera dell'enzima pepsina. Le proteine vengono così scisse in composti più semplici, solubili in acqua. La durata della d. gastrica varia secondo la qualità e quantità degli alimenti: per un pasto medio occorrono ca. 3÷4 ore. Lo svuotamento dello stomaco avviene lentamente e a fiotti successivi, per cui il contenuto gastrico giunge nel duodeno (il primo tratto dell'intestino), ove si mescola con i succhi alcalini pancreatico-enterici e con la bile. Gli enzimi del succo pancreatico (enzimi proteolitici, lipolitici, amilolitici) portano avanti l'azione disgregatrice degli enzimi precedenti, trasformando le proteine in peptidi e amminoacidi, i polisaccaridi sfuggiti alla digestione gastrica in maltosio, i grassi nei loro componenti (acidi grassi e glicerina). Gli enzimi del succo enterico completano la scissione enzimatica dei nutrienti. assorbimento e digestione secondaria Si ha, poi, l'assorbimento, ossia il passaggio delle sostanze sciolte dai succhi digerenti, attraverso la parete della mucosa intestinale, negli spazi linfatici dei villi e da questi nei capillari venosi e linfatici sino alla corrente sanguigna della vena porta o linfatica. I residui alimentari non digeriti e assorbiti dall'intestino tenue subiscono un'ultima fase digestiva (d. secondaria) nella porzione finale del tubo digerente, a opera della flora batterica. Per effetto della d. secondaria si formano i gas intestinali, che danno alle feci l'odore caratteristico. Connesse con l'ultima fase della d. sono infine la formazione delle feci (coprogenesi) e l'espulsione di esse. Le alterazioni della d. vanno sotto il nome di dispepsie.